La rievocazione storica nominata “Maggio in Gemola” si rivive nella seconda e terza domenica del mese di maggio di ogni anno, organizzata da “La Corte Medioevale APS” rievoca l’avvenimento storico del 1220 dell’arrivo al convento sul monte Gemola di Beatrice d’Este. Sono ormai trascorsi molti anni dal primo evento e ancora oggi con lo stesso entusiasmo di allora, ogni anno viene ricostruito fedelmente nella cornice della Villa Beatrice sul monte Gemola. Molteplici sono le attività che vengono proposte, particolare attenzione e cura viene riposta nel far rivivere gli antichi mestieri, che vengono abilmente svolti dai nostri numerosi associati. Viene rievocato inoltre l’arrivo di Beatrice I d’Este al convento con il Corteo Storico “Beatrice con la Corte degli Estensi.

Le ultime edizioni

Il Programma

La manifestazione inizia al mattino con la rogazione religiosa, come da tradizione centenaria, dalla chiesa di Valle San Giorgio in processione fino a Villa Beata Beatrice sul Monte Gemola, seguita dall’apertura del borgo con rievocazione degli antichi Mestieri, mercatino medievale, giochi per tutte le età, dimostrazione di tiro con l’arco, laboratori vari e esposizione di gufi e uccelli rapaci. Dopo l’arrivo della Rogazione si celebra la Santa Messa Solenne. Al pomeriggio arrivo in villa del corteo storico “Beatrice con la Corte degli Estensi” con musici, sbandieratori, giullari e cantastorie che si esibiscono nel cortina. Segue il momento in cui Beatrice sceglie la via della penitenza e della povertà, con il taglio dei capelli e la vestizione da monaca, entrando poi nel monastero del Monte Gemola. Infine Beatrice saluta dal balcone del monastero i presenti, con al fianco Frate Alberto da Montericco e il Vescovo Giodano di Forzatè.

Il Corteo Storico "Beatrice con la Corte degli Estensi"

Nel pomeriggio della rievocazione storica, viene rievocato l’arrivo in villa del corteo storico “Beatrice con la Corte degli Estensi” con musici, sbandieratori, cavalieri, armigeri, nobili, dame, popolani, giullari e cantastorie, che poi a turno si esibiscono nel cortile dinnanzi a Beatrice.
Nel Corteo Storico sono presenti questi personaggi significativi:
  • Beatrice I d’Este;
  • Azzo VI d’Este;
  • Vescovo Giordano di Forzatè;
  • Frate Alberto da Montericco.

Rievocazione Antichi Mestieri

Nello spazio della Villa Beatrice d’Este è possibile vedere l’ampia gamma di Antichi Mestieri fedelmente rievocati dall’Associazione, che propone anche il mercato medievale. E’ possibile ammirare tutta la filiera del pane, dalla macinatura del grano alla cottura, la produzione di taglieri di legno, abiti e ricami, la produzione di formaggio e molti altri oggetti del medioevo.

Il Banchetto

Durante la rievocazione storica, viene preparato un banchetto medievale alla “Corte degli Estensi” con zuppa di legumi, arrosto di maiale, pinzimonio, pan di noci, dolci di mandorle e mostaccioli.

Nel pranzo di corte l’unica cosa che si usava in tavola era un pugnaletto che portavano tutti, uomini e donne e che serviva a tutti gli usi, compresa la difesa personale. 

Storia della
Rievocazione Storica

Un gruppo di amici, nel 1990, ebbe l’idea, con l’aiuto di altri volontari, di rievocare l’avvenimento storico dell’arrivo di Beatrice d’Este al convento sul monte Gemola, con una rappresentazione in costume del 1200. Sulla base di accurate ricerche si è cercato di ricostruire il più possibile la corte del Marchese d’Este, composta da nobili, dame, cavalieri, armigeri, trovatori, maestri artigiani e popolani. Per la creazione dei costumi si è ricorso alla collaborazione dell’allora, scenografa e costumista dei Carnevali Ambrosiani di Milano. La realizzazione è stata possibile grazie ad un prestito della parrocchia di Valle San Giorgio e al contributo finanziario di molti volontari del paese. Sacrificando ore di svago e anche di sonno, donne e uomini hanno realizzato costumi, attrezzi, armi e strutture necessarie per la rievocazione storica.
Sono trascorsi molti anni dal primo evento e ancora oggi con lo stesso entusiasmo di allora, ogni anno si rivive nella seconda e terza domenica del mese di maggio questo avvenimento, ricostruito fedelmente nella cornice della Villa Beata Beatrice sul Monte Gemola.

Storia di
Beatrice I d'Este

eatrice I d’Este nasce da Sofia di Savoia e Azzo VI d’Este nel 1192. Sofia, figlia di Umberto III di Savoia, era la seconda moglie di Azzo che in prime nozze aveva sposato una figlia del Conte Aldobrandino degli Aldobrandeschi, nobile toscano, dalla quale aveva avuto Aldobrandino I. Proprio in questo periodo il potere di Azzo VI d’Este cresce molto per la parentela che lo legava a Ottone Guelfo di Baviera, avversario di Filippo di Svevia nella lotta di successione al trono dopo la morte di Enrico IV, tanto da farne il capo della fazione guelfa nel nord Italia. Nel 1196 fu eletto Potestà di Ferrara, primo passo per divenirne Signore, venne nominato Vicario imperiale della Marca di Treviso e Verona nel 1199 e venne pure eletto Potestà di Padova. Fu proprio questa carica a portargli l’inimicizia degli Ezzelino da Romano, ghibellini, che erano già in guerra con i Camposampiero per la Signoria di Campreto. Intanto nel 1203, quando Beatrice aveva solo 11 anni, muore Sofia e dopo poco tempo Azzo si risposa con Alice di Chatillon, figlia di Rinaldo, Principi d’Antiochia e già Crociato alla II Crociata, dalla quale avrà Azzo VII. Nel 1205-1206 Azzo VI viene rieletto Potestà di Ferrara e ancora di Verona e di Mantova. Inimicatosi i Salinguerra e i Torelli e cacciato da Verona con tumulto organizzato con l’aiuto di Ezzelino II da Romano batte Ezzelino e riconquista la città facendo prigionieri i Montecchi e strappandola ai ghibellini. Il Papa Innocenzo III, a seguito di questa vittoria, lo proclama Marchese di Aricona a cui si aggiunge la Signoria di Ferrara. Schieratosi con il Papa contro Ottone IV di Baviera che voleva conquistarne il regno dapprima perde Ferrara ad opera dei Salinguena ma poi riconquistata la pronta al soglio imperiale Federico II. Ritornato in patria muore a Verona dopo essere stato sconfitto da Ezzelino a Pontalto nel 1212. È in questo periodo che nonostante le ripetute guerre la corte dei d’Este fiorisce e ospita fra i tanti artisti anche due Trovatori (Trubadour). Subito dopo la morte del padre Aldobrandino I d’Este si vede costretto a dare il fratello minore Azzo VII Novello a garanzia di un prestito concessogli dai banchieri fiorentini, perchè le continue guerre avevano dissanguato le casse della famiglia e Ezzelino minacciava di prendere Este. Persa Este e firmato un patto di sudditanza, poi dichiarato nullo sia dal Papa che dall’Imperatore, parte alla volta di Ancona per difenderla dal Conte di Celano; battutolo più volte verrà poi avvelenato dallo stesso nel 1215.

Così nel 1217 Beatrice decide di ritirarsi a vivere nel convento di Santa Margherita sul Monte Salarola e di prendere ivi i voti sacri. Venne accompagnata dal Priore Giordano Forzaté di Padova e da frate Alberto Priore a San Giovanni di Montericco a Monselice. L’anno successivo si trasferì sul Monte Gemola, sempre sui Colli Euganei, dove già sorgevano due monasteri di frati: uno abitato dal frate Martino e i suoi confratelli e l’altro da poco abbandonato da frati di San Giambattista, cacciati dal Vescovo per iniqua condotta. Sul Monte Gemola fondò un nuovo monastero, sembra che per fare gli indispensabili lavori di ristrutturazione del monastero, la nobildonna si sia servita dei proventi dei suoi terreni. Qui diede prova di grande umiltà, pazienza, obbedienza e soprattutto di squisito amore per la vita di povertà e per i poveri. Mai volle ricoprire la carica di Madre Badessa. Morì di tisi il 10 maggio 1226, compianta dalle sue dieci consorelle, come suora di clausura. Fu sepolta dapprima al Gemola e poi trasportata a Santa Sofia di Padova nel 1578. Dal 1957 il suo corpo incorrotto riposa in Este nel Duomo di Santa Tecla.
Il suo prezioso libro di preghiere è conservato presso la Biblioteca Capitolare nella Curia Vescovile di Padova.

Bibliografia
  • “Vita della B. Beatrice Estense”, Giacomo Filippo Tomasini, Udine, 1652.
  • “Della Beata Beatrice d’Este Vita antichissima”, Giovanni Brunacci, Padova, 1767.
  • “Memorie della vita della Beata Beatrice I d’Este”, Pietro Balan, Modena, 1878.

Alcuni Momenti della Rievocazione Storica

Come raggiungere Villa Beatrice d'Este

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